Accogliamo tra noi don Rijo, nuovo vicario a Pontirolo
Si chiama don Rijo Scaria, ha 33 anni e arriva dall’India. Dal 12 settembre è entrato nella Diaconia della nostra Comunità pastorale con l’incarico di vicario parrocchiale a Pontirolo Nuovo.
“L’India è la nazione con più abitanti del mondo e i cattolici sono 3.74 milioni – racconta seduto nel suo nuovo studio nella canonica di via Bianchi –. La mia famiglia d’origine appartiene alla media borghesia e opera nell’agricoltura, settore in cui lavorano ancora oggi i miei genitori, coltivando in particolare le spezie. L’agricoltura è il settore in cui opera la maggioranza della popolazione indiana: del resto lì piove cinque mesi l’anno. Ho altri due fratelli maggiori, uno fa il commercialista, l’altro l’infermiere”.
Frequentato il locale liceo scientifico, don Rijo è entrato in seminario a vent’anni:
“La mia è una Diocesi giovane, nata solo 23 anni fa dalla separazione di un territorio più grande – spiega –: nella Diocesi di Idukki ci sono 250 sacerdoti e il nostro rito è il siaro malabarese, uno dei 23 riti orientali della Chiesa Cattolica. Rispetto a qui, dove la tradizione è legata al latino, nella mia Diocesi di origine la tradizione è legata all’aramaico, la lingua di Gesù”.
La vocazione è arrivata durante le scuole superiori:
“Mentre studiavo mi accorgevo di avere un vuoto nel cuore. Sono stati anni di ricerca interiore, finché un sacerdote è venuto a incontrare noi studenti e grazie a lui ho capito come avrei potuto riempire quel vuoto. Mi sono lasciato guidare dalla mano di Dio, anche perché non sono mai stato capace di fare omelie, parlare ai fedeli o cantare. Non sono neppure intonato. Ma ho capito che era la mia vita e che Dio mi avrebbe accudito e guidato”.
Dopo gli 11 anni in Seminario, gli incarichi in due parrocchie indiane, San Tommaso prima e San Giorgio poi. E poi cinque anni a Roma, nel Collegio Maria Mater Ecclesia. Laureato in Teologia spirituale, don Rijo è stato ordinato diacono in India il 31 agosto 2022 e poi sacerdote il 18 settembre 2024 per mano del Vescovo John Nellikunnel.
“Non avrei mai immaginato che il mio Vescovo mi avrebbe chiesto di venire qui in Italia ad aiutare la Diocesi di Milano – confida don Rijo –. Essendo già stato in Italia, conosco già la cultura e la lingua, che però non parlo ancora bene. Del resto, la Chiesa di Dio è unica e non limitata a un singolo gruppo. Tutti siamo Chiesa, anche se i riti possono essere diversi. Sono davvero contento di essere qui tra voi. Certo la famiglia è lontana e non ero mai stato da queste parti, ma sono stato colpito dalla grande accoglienza: sono tutti molto coinvolgenti e ho notato anche tanta sinodalità, pur nella presenza di nazionalità diverse. A non piacermi, invece, è l’individualismo, che però non è presente solo qui”.