Riprese le celebrazioni: i danni risalivano allo scorso luglio

La chiesa di Cristo Lavoratore a Fornasotto ha un tetto nuovo e all’interno sono potute riprendere le celebrazioni liturgiche, sospese a causa delle infiltrazioni dovute proprio ai danni riportati dalla copertura per via della tromba d’aria che si era abbattuta sulla zona lo scorso mese di luglio.

I costi per la riparazione del tetto sono stati importanti: 70 mila euro, di cui 50 mila coperti dall'assicurazione e 20 mila pagati dalla Comunità pastorale.

Durante la forte tempesta il vento aveva divelto la quasi totalità delle tegole in rame che ricoprivano il tetto, molte volate anche a grande distanza e, recuperate dai volontari nelle zone intorno alla chiesa della frazione, erano risultate irrecuperabili.

“Si tratta di una copertura molto particolare e non comune e anche per questo l’entità della spesa che abbiamo dovuto affrontare è stata piuttosto elevata – spiega il parroco, don Andrea Bellò –: ringrazio i volontari che si sono dati da fare fin da subito per tamponare il problema installando un grosso telo sulla copertura”.

La chiesa di Fornasotto risale alla fine degli Anni Settanta (la prima pietra venne posata il 19 luglio del 1977), quando venne costruita per volontà della popolazione della frazione e poi consacrata il 19 dicembre del 1981 da monsignor Renato Corti, vicario dell’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini.

Particolarità della chiesa è proprio la struttura, con il tetto “a capanna” e particolarmente spiovente e con le travi in legno coperte appunto da una serie di tegole in rame che il vento ha fatto distaccare.

Nei mesi scorsi l’assenza della copertura aveva fatto cadere la pioggia direttamente all’interno della navata della chiesa, danneggiando gli arredi e finendo anche nel sottostante salone, un grande spazio che viene utilizzato per gli incontri e le feste organizzate dalla comunità.