Monsignor Norberto Donghi, ministro della Confermazione
Monsignor Norberto Donghi è stato per nove anni parroco di Treviglio e responsabile della Comunità pastorale “Madonna delle lacrime” e dallo scorso anno guida la parrocchia di Rho, nel Milanese. In occasione delle Sante Cresime della nostra Comunità pastorale, sabato 23 e domenica 24 maggio scorsi, ha fatto gradito ritorno nel nostro territorio quale ministro incaricato dal nostro Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, nell’impartire il sacramento della Confermazione. Tre cerimonie nelle nostre tre parrocchie accomunate dallo stesso clima di gioia, riflessione e spiritualità, in un abbraccio collettivo ai nostri ragazzi che hanno ricevuto i doni dello Spirito Santo. Per l’occasione abbiamo incontrato monsignor Donghi per rivolgergli qualche domanda.
Monsignor Norberto, San Paolo scrisse in merito alla Santa Cresima che “è Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori”: si tratta di una lettura ancora attuale?
“La confermazione è un altro modo di chiamare il sacramento della Cresima ed è una doppia confermazione. Dio conferma il dono dello Spirito Santo che ci ha già dato nel Battesimo e nello stesso tempo i nostri ragazzi sono chiamati a confermare l'educazione cristiana che hanno ricevuto da bambini e che ora invece devono assumere in prima persona per diventare giovani e adulti. Quindi è attualissima. Tra l'altro si fa cenno al sigillo che ci ha dato come caparra dello Spirito nei nostri cuori. Il sigillo era quell'antico segno che serviva per imprimere nella ceralacca la firma e la forma del personaggio importante, poteva essere il re o l'imperatore o comunque chiunque dovesse apporre l'autenticità di un'opera. Potremmo dire che attraverso il sigillo dello Spirito Santo Dio pone la sua firma su noi, che siamo il suo capolavoro, e la sua forma in noi perché abbiamo ad assomigliare a Cristo”.
Papa Francesco disse che la “Cresima è il sacramento dell’addio perché i giovani spariscono e tornano solo per il matrimonio”: è proprio così anche nel nostro territorio e come fare per evitare questa “fuga” dalla Chiesa locale, rendendo le parrocchie più accoglienti anche per i ragazzi che si avviano verso l’adolescenza?
“Sì, Papa Francesco aveva proprio ragione a chiamare ironicamente il sacramento della Cresima, il sacramento dell'addio, quasi la fuga dei nostri ragazzi che dopo anni di impegno al catechismo sembrano abbandonare tutto, ma invece dovrebbe essere esattamente l'opposto. La Cresima è la conclusione dell'iniziazione cristiana che è il cammino che ti ha preparato, che ti ha educato, che ti ha formato, come se fosse una specie di allenamento che poi merita la partita della vita e quindi ci auguriamo che i nostri ragazzi della comunità pastorale Giovanni XXIII possano comprendere questa grande verità e comprendere che con la Cresima vengono ancora più legati alle loro comunità cristiane”.
Con la Cresima si ricevono i doni dello Spirito Santo: quali sono quelli più importanti per un giovane di oggi?
“I doni sono sempre importanti e sono tutti importanti, ma forse c'è un dono speciale che ha colpito in particolare i nostri ragazzi che è il dono dell'intelletto, che è la capacità di leggere dentro le cose. Io penso che sia quanto mai un dono da chiedere in questo tempo, la capacità della profondità di essere gente che non si limita all'apparenza, alla superficialità delle cose. In un tempo dove è vero solo quello che appare, il dono dell'intelletto dice che dobbiamo essere qualcos'altro”.
Il ruolo del padrino e della madrina viene spesso visto quasi come una formalità: qual è invece il vero ruolo di questa figura che accompagna il cresimando?
“Il padrino e la madrina sono il segno di una comunità che ti accompagna, sono il segno di una persona che non ti lascia solo. Nel cammino cristiano nessuno può mai dirsi solo veramente perché c'è Dio che ci accompagna, ma ci sono anche i fratelli e le sorelle che ci sostengono.
Quella mano appoggiata sulla spalla e il fatto poi che il padrino e la madrina dicano il nome della ragazza o della ragazza al ministro della Cresima sono il segno della comunità nella quale i nostri ragazzi sono inseriti e nella quale sono invitati a camminare.
C'è sempre un amico che sta al nostro fianco”.
Qual è il suo personale messaggio per tutti ragazzi che hanno ricevuto la Santa Cresima?
“Il messaggio che posso dare ai ragazzi che hanno ricevuto la Cresima è di un Dio che sta al nostro fianco e con i suoi doni, tutti i doni che ci fa, perché lo Spirito Santo non è solo un dono o sette doni ma è il dono che comprende tutti i doni di Dio, imparare a sentire Dio come vicino, come l'amico che ci sostiene e che ci illumina”.