Una Chiesa viva nasce dall'incontro e dalla fraternità

I Catechisti e il Gruppo di Azione Cattolica, aiutati da Ottavio Pirovano, laico e membro Diocesano della Delegazione Diocesana che ha partecipato al Sinodo della Chiesa Cattolica 2021- 2024 a Roma, Sinodo che si è concluso formulando per la Chiesa Italiana alcune indicazioni pastorali e spirituali per sostenere la Missione della Chiesa a non perdere il sapore di Dio, hanno iniziato a riflettere come essere pietre vive della Chiesa di Dio oggi, in questo passaggio di Epoca, trafitto da continue guerre e violenze, dove tutto sembra cambiato e destinato alla fine: esiste ancora la Chiesa? 

Ci si lamenta che le Chiese e gli Oratori si svotano sempre più̀, anche le vocazioni al Sacerdozio, al Matrimonio e alla Vita Religiosa scarseggiano sempre più̀. Eppure si percepisce ancora forte il profumo di un pane capace di creare fraternità, di costruire comunità̀, di nutrire uno stile di vita diverso e alternativo, un pane che innalza lo sguardo alla speranza di un mondo nuovo. 

Il Parroco nell'Editoriale del mese di maggio così scriveva: "quello che manca è la “compagnia”. Camminare insieme, condividere non solo la Messa domenicale ma il peso e la bellezza del vivere, avere qualcuno con cui fare le domande vere senza sentirsi giudicati. La parola "compagnia" è bella perché́ deriva da "cum-panis", condividere il pane. 

Non è un'amicizia generica; è stare alla stessa tavola, mangiare dello stesso pane. È esattamente la forma della vita cristiana delle origini: "Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42)”. 

Quattro cose insieme, non solo la liturgia, ma la koinonia, cioè̀ la comunione concreta. Per una comunità̀ pastorale come la nostra: tre Parrocchie, tre territori, risorse umane limitate...la tentazione è di organizzare sempre più̀, di riempire il calendario, di moltiplicare le proposte. ma forse la domanda è un'altra: dove e come si crea spazio perché́ persone si incontrino davvero? Non per sentire una conferenza, ma per stare insieme, per condividersi la vita, per farsi compagnia nella fede. 

Siamo ancora nel Tempo Pasquale: il Risorto non appare in piazza, non fa un discorso alla folla: va a cercare le donne al sepolcro, incontra i discepoli nel cenacolo chiuso, raggiunge i due di Emmaus sulla strada. Incontri piccoli, con gente fragile, spaventata o in fuga, ma incontri personali, vissuto in compagnia con Lui. La fede cristiana nasce in questi incontri, e continua a vivere in essi. 

Il Sinodo è re imparare a camminare insieme nelle cinque Parrocchie come fosse un grande, ampio territorio di fraternità, e non è solo compito del Parroco incontrare, vivere, frequentare, conoscere quotidianamente le Parrocchie di cui è Parroco, non spetta solo al Parroco seguire i passi di Gesù che camminando insieme ha condotto i suoi discepoli per i villaggi della Palestina, deve essere missione gioiosa di tutti i preti e di tutti i battezzati, allargare gli orizzonti della fede e farsi compagni di viaggio del vicino di casa, del vicino di paese, del vicino di Diocesi e celebrare quel Pane che è il Crocifisso Risorto ovunque lo Spirito Santo ci conduca e gli eventi della vita ci indirizzano. 

Il Sinodo è imparare a lasciare i campanili, l'arroccamento ai confini geografici, e rivolgersi ai campanelli, creando la nuova umanità̀ fatta di piccoli incontri oltre i confini parrocchiali. 

In questo primo approccio al testo del Sinodo abbiamo intuito che il Sinodo lo ha già̀ vissuto Gesù, non è una invenzione della Chiesa di oggi che vuole disarcionare la famosa Chiesa Gerarchica, il Sinodo è stato lo stile di vita quotidiano di Gesù camminando insieme con un gruppo di discepoli nella fraternità, e anche oggi siamo invitati a non perdere di vista l'essenza della Chiesa che è testimoniare l'amore fraterno in virtù̀ di quel Pane consacrato. 

La Testimonianza richiede però convinzione e formazione. È necessario che ogni battezzato metta a disposizione della Chiesa il proprio particolare carisma, usufruendo dei percorsi di Formazione Diocesana: Lettorato, Accolitato, Diaconato, Economato, Presbiterato, Catechista. Insomma, altro che Chiesa sempre più̀ vuota, la Chiesa attende ciascuno di noi ovunque siamo a far risplendere l'olio della Consacrazione battesimale, mettendo a disposizione dello Spirito le virtù̀, le capacità, i doni che il Signore ha affidato a ciascuno per il bene di tutti. 

Si elevi il desiderio del Ritorno del Sinodo del Vangelo: la Chiesa possa contare su laici formati pronti ad assumersi il coordinamento di Parrocchie. 

Nel primo dei tre incontri sul Sinodo, Ottavio ci ha lasciato una provocatoria domanda: “Se il Vicario Generale della Diocesi, chiedesse al Gruppo di AC di prendersi cura del coordinamento di una Parrocchia rimasta senza parroco, troverebbe laici pronti, disponibili, e preparati?” Le nostre meravigliose Catechiste sarebbero pronte: già̀ da alcuni anni lavorano insieme, si passano appunti, si scambiano consigli, e se serve coprono mancanza di organico in altre Parrocchie, vanno oltre i Campanili, e da qualche tempo suonano i campanelli delle famiglie per momenti di preghiera in casa. Ma non bastano perché́ la Chiesa di Dio attende anche il tuo contributo e i tuoi carismi!


Don Alessandro Giannattasio

Vicario della Comunità̀ Pastorale S. Giovanni XXIII,
Referente di Pontirolo Nuovo, Coordinatore IC, 
Assistente Spirituale di AC