Una celebrazione per ritrovarci insieme come un’unica comunità, accogliendo con gioia don Rijo nel suo nuovo ministero tra noi.
Carissimi, ottobre ci porta un appuntamento che vorrei fosse nel cuore di tutti: domenica 18 ottobre, alle ore 10:30, la Santa Messa per l’intera comunità pastorale, riunita nel tendone di Fornasotto.
Lo dico con una certa emozione, perché durante l’anno questo non accade mai. Le nostre tre comunità vivono la loro fede ciascuna nella propria chiesa, attorno al proprio campanile, con i propri volti, le proprie abitudini e i propri ricordi. È giusto così, ed è una ricchezza da custodire. Ma resta un po’ di nostalgia per qualcosa che ci manca: ritrovarci tutti insieme davanti allo stesso altare e accorgerci di essere un’unica Chiesa, più grande dei nostri confini.
Il 18 ottobre sarà questo. Ci vedremo, ci saluteremo, ci riconosceremo. E soprattutto canteremo insieme, perché il coro che animerà la celebrazione sarà formato dai cori di tutte e tre le parrocchie. Voci che durante l’anno sostengono la preghiera di una sola comunità si uniranno in un’unica lode. Credo che sarà una delle immagini più belle di ciò che siamo chiamati a diventare: tante voci diverse, un solo canto.
Non vorrei, però, che questa domenica restasse un bel momento e nulla più. Un incontro così non si esaurisce in un’ora di festa. Lo portiamo con noi, nel cuore, e ci aiuta a vivere durante l’anno ciò che nella pratica di tutti i giorni non riusciamo a vivere, perché ciascuno è nella sua comunità. Chi tornerà a casa da Fornasotto sarà un po’ più consapevole che, oltre il proprio campanile, ci sono fratelli e sorelle che pregano, sperano e faticano come lui. Lo sapremo con più forza anche quando saremo di nuovo ciascuno nella propria parrocchia.
In questo ottobre, mese missionario, voglio anche dare un caloroso benvenuto a don Rijo, che ha iniziato il suo ministero in mezzo a noi. Lo accogliamo con gioia e con riconoscenza. Gli siamo grati per la sua presenza e per l’aiuto prezioso che ci offre in un tempo in cui i sacerdoti non abbondano.
Vorrei che lo accompagnassimo con la preghiera, e con lui i suoi genitori. Per loro non sarà facile sentire il figlio così lontano, quasi dall’altra parte del mondo. Affidiamo alla Madonna il cuore di questi genitori, che hanno donato un figlio alla Chiesa e ora ne sentono la mancanza. Ammiriamo poi il coraggio di don Rijo, che ha obbedito al suo vescovo ed è venuto fin qui, lasciando la sua terra e i suoi affetti, per darci una mano. Non è scontato, e merita la nostra stima e la nostra gratitudine. Il suo esempio ci ricorda che la fede non ha confini e che servire la Chiesa significa, a volte, andare dove non avremmo mai pensato.
Vi aspetto dunque tutti a Fornasotto, domenica 18 ottobre alle 10:30. Portiamo la nostra fede, la nostra voce e un po’ di gioia.