La filosofia come custodia dell’umano nel cuore della distruzione.
A cosa serve la filosofia in tempo di guerra? serve a non perdere l’anima. Quando tutto crolla intorno i cuori si chiudono, e sembra non esserci altro che rovine e morte, la filosofia ci ricorda che esiste un orizzonte più grande del conflitto immediato. Non ferma le bombe e la fame, ma tiene sveglia la coscienza. Ci orienta nel caos, mostrandoci che ogni vita ha valore, che il dolore dell’altro ci riguarda come il nostro, che l’odio non è un destino inevitabile non è eterno.
Ogni pace è un miracolo fragile. Non nasce mai dalla forza, ma un cedimento, perché, anche quando è imperfetta, è l’irruzione della grazia: qualcosa che non si spiega, ma che accade quando un cuore smette di voler vincere, imparare a vedere l’altro non come un ostacolo, ma come un volto. Guardare è un atto di verità. Quando riconosciamo il male che ci abita, non possiamo più odiare. La vera forza non è reagire, ma sopportare senza diventare uguali al male che abbiamo subito.
Non si tratta di perdonare nel senso facile del termine, ma di non lascarsi trasformare dal veleno dell’offesa. La pace inizia quando qualcuno, anche uno solo, decide di non rispondere alla ferita con un’altra ferita. La pace richiede giustizia, e la giustizia, prima di tutto, è attenzione al debole. Se questa manca, la pace è solo una pausa di guerra. La pace non si conserva con le armi, ma con l’attenzione. l’attenzione è la forma più pura dell’amore. Non è volontà, né desiderio, ma è silenzio e ascolto, è guardare l’altro senza cercare di prenderlo o di cambiarlo, e riconoscerlo e rispettarlo come unico e diverso da noi. In Israele e in Palestina, come in ogni luogo ferito, la prima ricostruzione non sarà di pietra, ma di sguardi: quando un bambino di Gaza e uno di Tel Aviv potranno guardarsi senza paura, allora la pace non sarà più un trattato ma una verità. Non bisogna vedere la pace come un evento straordinario, ma come un lavoro quotidiano: ascoltare chi è stato ferito, costruire giustizia dove è stata negata, coltivare rispetto e dignità. La filosofia ci mostra che il bene non è un ideale lontano, ma una pratica: ogni gesto di cura, ogni parola di verità, ogni azione che evita la violenza è un mattone della pace.