La Quaresima come tempo di conversione: digiuno, preghiera e parole di gentilezza per rimettere Gesù al centro della nostra vita.
“Signore, accompagnaci in questo cammino quaresimale: abbi pazienza con noi, se rallentiamo aspettaci, se cadiamo, rialzaci; donaci la pazienza e il desiderio di trovarti, rendici testimoni coraggiosi con la gioia, le opere e la nostra vita”.
Abbiamo appena lasciato il Tempo di Natale ed eccoci già proiettati nel Tempo della Quaresima, un periodo per stare con Gesù in modo “speciale”, ma anche un modo “difficile” per seguirlo nel Suo percorso verso la Croce. Con il digiuno e la carità, la preghiera è una via da seguire per rimettere Gesù al centro della nostra vita. Quindi è importante approfittare di questo momento che ci viene dato.
Grazie, Signore, che ancora ci doni la possibilità di ravvederci e salvarci: almeno in questo tempo si faccia più intensa la preghiera: tacciano le passioni, si convertano i cuori, si aprano le menti alla tua Parola che di giorno in giorno ci accompagna nel grande cammino verso la tua e nostra Pasqua.
Grazie allo Spirito che ti ha condotto nel deserto per essere tentato anche tu, Signore, così ci puoi ancor più capire, noi siamo le tue tentazioni: sensi che urlano e magie e superstizioni e fame di prodigi e di grandezze, orgogli che impazzano, e la mente sempre più turbata e smarrita: Signore, benché non capiamo, noi ti crediamo per questo: perché sei tentato come uno di noi e tu per noi hai vinto, da solo: se ci vuoi salvare, Signore, non lasciarci soli nella tentazione. Amen. (David Maria Turoldo)
Nel suo messaggio per il tempo di preparazione alla Pasqua 2026, dal titolo: “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, il Papa chiede forme di “astensione concreta” come “disarmare il linguaggio” e coltivare la gentilezza, ma anche di ascoltare la Parola di Dio e il grido degli ultimi, e di farlo insieme, nelle nostre comunità, aperte all’accoglienza di chi soffre. Ecco le sue parole:
“Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.
Sappiamo tutti quanto può essere difficile osservare il digiuno dal cibo, ma dalle parole lo è ancora di più. In passato un proverbio recitava: “Uccide più la parola che la spada”. Quanto è vero di questi tempi in cui tutti siamo martellati da tante parole inutili. Cerchiamo allora di rimetterci sulla giusta via, chiedendo aiuto con la preghiera a Colui che non lo negherà:
Signore, fa’ digiunare il nostro cuore: che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, Signore, e che si unisca a te più esclusivamente e più sinceramente.
Fa’ digiunare il nostro orgoglio, tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni, rendendoci più umili e infondendo in noi come unica ambizione, quella di servirti.
Fa’ digiunare le nostre passioni, la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza, il possesso avido e l’azione violenta; che il nostro solo desiderio sia di piacere a Te in tutto.
Fa’ digiunare il nostro “io”, troppo centrato su sè stesso, egoista indurito, che vuol trarre solo il suo vantaggio: che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.
Fa’ digiunare la nostra lingua, spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche, severa nei giudizi, offensiva o sprezzante: fa’ che esprima solo stima e bontà.
Che il digiuno dell’anima, con tutti i nostri sforzi per migliorarci, possa salire verso di te come offerta gradita, meritarci una gioia più pura, più profonda. Amen.