Le benedizioni porta a porta, occasione di fede
Fin dagli inizi del suo mandato, la Chiesa ha avuto il compito di annunciare il Vangelo, cioè di far conoscere agli uomini che Dio è Padre e che è entrato nel mondo in Gesù Cristo per farci conoscere ed apprezzare la Sua vicinanza paziente e misericordiosa per la nostra liberazione dal male. Apice di questa presenza salvifica è la Santa Pasqua dove l’amore di Dio si manifesta nella passione del Figlio Gesù, nella sua morte e risurrezione. La Chiesa quindi nei suoi sforzi pastorali, da sempre cerca di avvicinare l’uomo a Dio e di far percepire la gioia della sua presenza tra noi. I Sacramenti, come il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia, sono la punta per eccellenza di questa vicinanza, ma poi ci sono anche i così detti sacramentali, che aiutano l’uomo ad avvicinarsi a Dio e sentire la Sua presenza.
La visita e la benedizione alle famiglie, nella prossimità della Pasqua, è uno dei tanti aspetti che la Chiesa ha adottato per questo scopo. Andare di casa in casa, incontrare le famiglie, fermarsi un attimo per conoscersi meglio e, se è il caso, per consolare o incoraggiare, è un aspetto pastorale molto importante che serve per rafforzare i legami con la parrocchia, ravvivare la propria fede con una preghiera e sentirsi maggiormente aperti alla speranza con la benedizione. Se si capisce questo e lo si considera come qualcosa che impreziosisce la vita, allora si aspetta questo momento, ci si organizza, tanto da non perderlo.
Certamente, oggi non è così semplice come lo era decenni fa. In un contesto variegato come il nostro, caratterizzato da sistemi e ritmi di lavoro che spesso implicano una grande mobilità e svuotano interi quartieri durante il giorno, l’attività pastorale trova numerose difficoltà, specialmente nei quartieri dormitorio delle città e dei paesi circostanti. Anche nella nostra Fara, oggi è sempre più facile trovare, anche a tarda sera, case chiuse perché entrambi i famigliari lavorano e i figli, quando va bene, sono dai nonni. Tuttavia, questo impegno pastorale rimane un punto fermo nelle agende parrocchiali. Per questo sarebbe auspicabile che la Visita alle famiglie si potesse, nei limiti del possibile, protrarre anche durante l’anno sia da parte dei preti che delle famiglie. Certo, gli impegni sono tanti, ma una Comunità di cristiani, che si sente parte della “Famiglia di Dio” (la Chiesa) non trascura l’impegno, anche attraverso la partecipazione alla S. Messa festiva, di realizzarsi pazientemente come Comunità.
Viviamo un periodo storico pieno di contraddizioni, di ideologie confuse, che ci portano al lamento facile oppure all’indifferenza che ci chiude a poco a poco nel guscio del proprio io.
Nel contesto sociale attuale è facile lasciarsi contagiare dal più facile e dal più comodo, un contagio possibile per tutti, anche per chi si dice cristiano. Con l’aiuto di San Francesco, del quale quest’anno si ricordano gli 800 anni dalla morte, come preti della nostra Comunità Pastorale, anche se con fatica, vogliamo venire volentieri in tutte le case ed incontrare le famiglie, con le vostre gioie e i vostri problemi, per dirvi che vi siamo vicini nell’amicizia e quindi renderci, per quanto possibile, più aperti alla vita comunitaria.
La festa della Pasqua, alla quale ci stiamo preparando, è uno slancio di luce e di vita per tutti, credenti o non credenti, che non ci può lasciare indifferenti, perché la Resurezione immette nei solchi del vissuto quotidiano un raggio di speranza per un domani migliore.
Porte aperte, quindi, per far entrare la gioia della grazia e dell’amicizia fraterna per una vita buona.