Il fascino del Santuario, patrimonio Unesco

Sabato 18 aprile presso la chiesa di Fornasotto è stata celebrata una messa a suffragio dei volontari defunti di FestInForna, mentre domenica 19 di buon mattino un nutrito gruppo di volontari della festa sono partiti alla volta del Santuario di Oropa nei pressi di Biella.


Giunti al santuario, dopo circa due ore di viaggio in autobus, ci siamo divisi in tre gruppi per visitare la struttura del grande complesso monumentale, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2003. Il Santuario è dedicato alla Madonna Nera qui venerata fin dal Trecento. Fu fondato da Sant’Eusebio allora vescovo di Vercelli che trovò in questa conca naturale un luogo ideale per il culto mariano. A differenza di come si possa pensare data la dimensione del complesso, questo non ha ospitato ordini religiosi, ma fu costruito ed ampliato per ospitare i numerosi pellegrini che venivano a venerare la Madonna; si arrivò ad ospitare fino a 2000 pellegrini; oggi i posti per l’accoglienza sono circa 500.


Abbiamo visitato la basilica antica che custodisce in una piccola chiesetta, come fosse la Porziuncola, la statua originale che all’origine non era nera, ma lo divenne a seguito del fumo delle numerose candele accese dai fedeli. Siamo passati poi alla visita del museo che conserva numerose immagini e cuori di ex voto. Un’altra ala ospitava diverse suppellettili religiose utilizzate per la liturgia, addobbi, paramenti, abiti ed oggetti per la celebrazione del culto cristiano. In una parte del museo erano conservate due stanze che servivano ad accogliere le coppie dei coniugi Savoia quando venivano in visita; i Savoia hanno contribuito con diverse donazioni al mantenimento ed ampliamento del Santuario. Una parte dei muri che ospita gli ex voto raccoglieva anche le maglie di diversi atleti devoti al santuario i quali le hanno regalate.


Tra queste, commovente è stato vedere la maglia indossata e firmata da Marco Pantani quando vinse la 15° tappa del giro d’Italia del 1999, con arrivo proprio al santuario, dopo aver avuto un guasto meccanico ed avere recuperato diverse posizioni. Altro luogo che abbiamo visitato è la basilica superiore che è stata costruita tra la fine del XIX sec, e la metà del XX per poter accogliere i numerosi pellegrini che qui giungevano. Questa chiesa è un po’ come il duomo di Milano, non è ancora completamente costruita ed ha bisogno di continui lavori di ammodernamento e restauro. Dopo aver nutrito lo spirito e gli occhi era venuto il momento di nutrire lo stomaco. Ci siamo recati al ristorante “la Fornace” posto appena sopra la basilica superiore dove in un clima conviviale e fraterno abbiamo gustato le prelibatezze culinarie della zona. Il nostro pranzo è stato allietato da un gruppo di alpini piemontesi che a fine pranzo hanno condiviso dei canti di montagna.


Al termine del pranzo abbiamo lasciato del tempo libero prima di rientrare; alcuni hanno fatto una passeggiata nei boschi circostanti, altri si sono dedicati all’acquisto di ricordi del santuario, altri ancora hanno percorso le cappelle del sacro monte con ricostruzione della vita della Madonna ed il cimitero monumentale con cappelle e sepolcri in arte contemporanea.


Attorno alle 16, dopo una veloce conta, siamo ripartiti per il rientro ai nostri domicili. È stata una giornata in cui anche il meteo è stato favorevole ed abbiamo trascorso delle ore piacevoli ed interessanti in compagnia, molto apprezzata da tutti quanti.