La ricorrenza a Treviglio

Carissimi fratelli e sorelle, sia lodato Gesù Cristo.  Vi dico sinceramente che è con grande gioia che partecipo alla festa di Treviglio in questo giorno solenne, dopo aver compiuto con voi il cammino della novena e aver visto un popolo, davvero un popolo a correre nella casa della Madre a tutte le ore del giorno, in questo santuario amatissimo dai trevigliesi, perché non nasce soltanto da un atto di devozione, ma da un fatto della loro storia, da un avvenimento che ha profondamente segnato la vita del popolo e di cui rimane viva la memoria. Proprio in considerazione di questo, quando ricevetti l'invito a predicare la novena, ho scelto come tema guida una parola significativa del Santo Padre Leone XIV che esprime un aspetto essenziale del cristianesimo. Il cristianesimo non è nato da una idea, ma da una carne, da eventi concreti, non miti, non ideali astratti, ma storia, fatti, avvenimenti e l'avvenimento è accaduto a Treviglio tanti anni fa, 504 per la precisione, di cui poco fa abbiamo ascoltato la rievocazione, l'avvenimento della salvezza offerta da Maria a una città che stava per essere militarmente distrutta. Questo avvenimento si colloca nella storia, come nella storia con un fatto è iniziato il cristianesimo, il dono della salvezza per l'umanità intera, il dono offerto da Dio all'uomo di ogni tempo e di ogni luogo.


Questo dono di salvezza è l'amore misericordioso che Dio ci offre e che si concretizza nel perdono dei peccati, nella possibilità di una comunione con lui che non è soltanto un sentimento religioso, ma è la partecipazione alla vita stessa di Dio.  Divenuti nel battesimo figli di Dio, possiamo rivolgerci a Dio padre. Divenuti tralci della vite che è Cristo, siamo membra del suo corpo, abitati dallo Spirito Santo, l'amore infinito con cui il Padre e il Figlio si amano. Questo meraviglioso mistero d'amore si è compiuto attraverso dei fatti: l'incarnazione, il farsi uomo del figlio di Dio nel grembo di Maria attraverso la passione, la morte, la risurrezione di Cristo attraverso la sua presenza su questa terra. La misericordia del Padre è lui, Gesù Cristo, nostro Salvatore, unico Salvatore dell'umanità, che continuamente alimenta in noi la vita dei redenti, continuamente ci aiuta ad accogliere il dono della salvezza nel sacramento della confessione, ci rialza e ci rimette in cammino. Nel sacramento dell'Eucarestia ci nutre donandoci sé stesso con la sua parola ci illumina.  La misericordia di Dio è davvero una storia di amore attraverso la quale il Signore ci rigenera continuamente fino al termine della nostra vita terrena, quando si apre per noi la fase eterna della nostra esistenza. Bene, in tutta quest'opera di amore infinito Maria ha un posto speciale. Creatura umana come noi per prima è stata redenta perché destinata ad essere la madre di Dio che si fa uomo e diventa la madre anche nostra. Lo abbiamo sentito nel Vangelo, non perché ha iniziato a volerci bene, ma per un atto, un fatto, un atto compiuto da Cristo. Donna, ecco tuo figlio le indicava Giovanni e indicando Giovanni indicava tutti noi, i discepoli del Signore. Madre di Dio che si fa uomo, diventa la madre anche nostra, la madre dei redenti, concepita nel grembo di sua madre, come ogni creatura umana, fin da quel primo istante Dio la preservò dalla macchia del peccato originale che misteriosamente si trasmette.


E questo immacolato concepimento di Maria dà inizio a una storia nuova della quale Maria è l'aurora, il bagliore primo del tempo nuovo.  Ecco, fratelli e sorelle, siamo di fronte ad un mistero di incomparabile amore, ma un mistero che si compie dentro a dei fatti, dentro a degli avvenimenti. Questa meravigliosa storia dell'amore di Dio che ci salva e ci offre una eternità di gioia al termine del nostro cammino quaggiù. Questa meravigliosa storia noi la possiamo cantare insieme a Maria con il Magnificat. Abbiamo cantato già con il Te Deum, nel momento in cui le care sembianze di nostra Madre tornavano ad essere visibili, ma la possiamo cantare con il canto sgorgato dal cuore suo, dal cuore di Maria.  L'anima mia magnifica il Signore. Il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, perché ha guardato l'umiltà, la pochezza della sua serva.  Notate queste due parole tra le prime di questo inno? Grandezza e povertà. La grandezza di Dio che si china su di noi e ci abbraccia è la povertà di noi creature che viene colmata dal dono di Dio. 


È la stupenda realtà del cristianesimo, carissimi fratelli e sorelle, della nostra fede cristiana. Maria proprio questo ci ricorda, ci ricorda che la fede cristiana è credere che Cristo è presente oggi nella sua chiesa e ci chiama all'incontro con lui perché senza di lui tutto si svilisce. Diceva il Santo Padre Leone XIV nella messa d'inizio del suo pontificato; “Noi vogliamo dire al mondo con umiltà, con gioia, è questo lo stile della fede, con umiltà, con gioia, ma vogliamo dire al mondo, guardate a Cristo, avvicinatevi a lui, accogliete la sua parola che illumina e consola, ascoltate la sua proposta di amore per diventare la sua famiglia”. Proprio questo guardare a Cristo, Maria ce lo insegna attraverso tutto il corso della sua vita, ci insegna a tenere lo sguardo su di lui, a cercare il suo volto e noi le chiediamo di aiutarci a non distogliere mai il nostro sguardo da suo figlio, nostro salvatore. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. Santo è il suo nome, continua Maria. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 


E noi siamo qui a testimoniare questo. Tutte le generazioni la chiamano beata perché tutte le generazioni che diventano discepoli di Cristo vedono in lei non solo la Madre, ma la prima discepola del Signore, colei che annuncia con la sua stessa vita il Vangelo di Cristo. E allora la chiamiamo beata, la salutiamo con affetto di figli. E con un grande santo della Chiesa, un grande monaco, San Bernardo, diciamo: nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra, non si allontani mai dal tuo cuore. Guarda la stella. Invoca Maria.  Buona festa, carissimi.  Porterò nel cuore, ve lo assicuro, il ricordo di ciò che anch'io ho avuto in questi giorni, la gioia di condividere con voi questa festa. Non dimenticate quanto la Santa Vergine ha detto attraverso il suo pianto, le sue lacrime materne, la salvezza temporale, quella che lei ha dato e che continua a dare in tante forme. La salvezza temporale è richiamo alla salvezza eterna alla quale giungiamo vivendo per Cristo, con Cristo e in Cristo, crescendo nell'amore per Dio e per i fratelli, vivendo la carità in tutti i luoghi, in tutte le circostanze in cui la necessità di qualcuno ci chiede di farci vicini. Buon cammino amici.  Sia lodato Gesù Cristo.