Partecipata la serata in Chiesa a Fornasotto
All’interno delle manifestazioni per il mese mariano, sabato 16 maggio presso la chiesa di Fornasotto si è tenuta una serata con una rassegna di musica classica da parte dell’orchestra “Suoni dell’Adda APS” che ha deliziato gli astanti accorsi numerosi con suite tratte da opere come il Peer Gynt di Edvar Grieg e l’Arlesienne di George Bizet. In musica, la suite è una composizione formata da una serie di brani pensati per essere eseguiti in sequenza. Dal francese "successione", consiste in un insieme di brani strumentali uniti da un criterio, come l'appartenenza alla stessa tonalità.
La serata si è aperta con la musica del Canto degli Italiani, seguita dalla marcia della fratellanza di Johann Strauss Junior a cui sono seguite le suite citate sopra. La marcia fu composta sullo sfondo della seconda guerra dello Schleswig (attualmente Germania del Nord), in cui l'Austria combatté al fianco della Prussia. La Marcia della Fraternizzazione intende commemorare il trattato di alleanza (fraternizzazione appunto) tra Prussia e Austria.
Il Peer Gynt invece è un celebre poema drammatico in cinque atti scritto da Henrik Ibsen, musicato da Edvard Grieg. L'opera narra la vita avventurosa e fantastica di Peer, un antieroe norvegese in cerca di sè stesso tra fiabe, folklore e viaggi esotici, simboleggiando l'inconsistenza dell'uomo privo di volontà. Con L'Arlésienne (L'Arlesiana, dalla città provenzale di Arles) abbiamo respirato atmosfere provenzali; la musica descrive una tragica storia d'amore ambientata in Camargue. Bizet ha utilizzato melodie popolari, infondendo alla partitura un colore locale forte e un'orchestrazione raffinata. Il concerto è durato all’incirca un’ora e mezza, la scelta del brano finale è caduta sul Valzer in Fa di Giuseppe Verdi. Si tratta di un celebre brano orchestrale. Diventato famosissimo al grande pubblico grazie all'indimenticabile sequenza del ballo nel film “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, per il quale fu magistralmente orchestrato dal compositore Nino Rota. L’orchestra era composta da una trentina di elementi, nell’Arlesienne l’arpa è stata sostituita dai flauti mentre le musiche sono state riarrangiate anche per la presenza dei sassofoni, non inseriti all’epoca della scrittura delle musiche. La prima parte è stata diretta dal maestro Giacomo Mologni con ottimi risultati, non di meno è stato il maestro Mattia Persico che ha diretto la seconda parte.