Il sorriso e la forza delle donne nel cammino verso dignità, libertà e riconoscimento.
Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.
ALDA MERINI
Riflettiamo sul cammino compiuto dalle donne nella società
Nel corso del tempo le donne hanno conquistato spazi di libertà, di responsabilità in ogni ambito della vita. Nonostante i passi compiuti permane spesso uno sguardo diverso con il quale le donne vengono raccontate e giudicate. Riflettere su questo significa interrogarsi non solo sulla condizione femminile, ma sulla maturità culturale e civile della nostra società. Ciò che per un uomo resta biografia, per una donna diventa spesso giudizio. Le donne hanno raggiunto posizioni di responsabilità, ma hanno dovuto affrontare prove doppie, dimostrare capacità, autorevolezza e visione e allo stesso tempo resistere a pubblico giudizio costante sulla propria vita privata, sugli affetti e perfino sul modo di essere e di apparire. Le posizioni apicali sono state pensate come spazio maschile.
Gli uomini, valutati per le decisioni prese, per le strategie adottate, per i risultati ottenuti. Le loro vite private, anche quando tumultuose, raramente diventano un elemento decisivo nel giudizio sociale. Per le donne la dimensione personale è stata trasformata come in una lente deformante: ciò che per un uomo rimane una nota biografica, per la donna diviene motivo di sospetto e di delegittimazione.
Sul posto di lavoro, a parità di mansioni, la retribuzione della donna è inferiore a quella dell’uomo.
La maturità di una società si misura con la capacità di considerare le persone per ciò che fanno e per ciò che costruiscono, non per il genere. Il progresso consisterà nel liberare le donne dall’obbligo implicito di essere giudicate due volte.
“Grazie a te , donna -madre
che ti fai grembo
dell’essere umano
nella gioia e nel travaglio
di un’ esperienza unica,
che ti rende sorriso di DIO
per il bambino
che viene alla luce,
ti fa guida dei suoi primi passi,
sostegno della sua crescita,
punto di riferimento
nel cammino della sua vita.
Grazie a te donna-sposa,
che unisci irrevocabilmente
il tuo destino
a quello di un uomo,
in un rapporto di reciproco dono,
a servizio della comunione e della vita.
Il pensiero va a tutte le donne:
a quelle che donano la vita,
a quelle che lottano in silenzio,
a quelle che portano nel cuore una ferita,
a quelle che continuano a credere nella speranza.
Che DIO benedica ogni donna
e la custodisca nella sua tenerezza”.
GIOVANNI PAOLO II