L'analisi tra etimologia e attualità
Abbiamo compiuto da poco il cammino quaresimale, un cammino in preparazione alla venuta della Pasqua, ciò comporta la conversione del cuore per renderci partecipi della gioia che il Signore ci trasmette nella Pasqua.
Ma cosa significa conversione?
Da un punto di vita etimologico grammaticale: Conversione con-ver-sió-ne
SIGNIFICATO Rivolgimento, mutamento di direzione; mutamento interiore; cambio, trasformazione
ETIMOLOGIA dal latino conversio, derivato di convèrtere ‘rivolgere, dirigere, cambiare, distogliere’, composto di con- e vèrtere ‘volgere’.
La conversione nasce in una dimensione spaziale: è il rivolgimento, il mutamento di direzione di un corpo. Ad esempio, anticamente si chiamavano conversioni le rivoluzioni dei pianeti intorno al sole.
Chi compie la conversione non perde forza, non perde pezzi. La conversione è un mutare di direzione (vertere) raccolto e intero (con-); niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma. L’adesione nuova a dottrine o abitudini è perciò una ricca specie del genere della conversione.
La conversione è un cambiamento religioso morale, come unica strada per il regno di Dio, e come ribaltamento radicale della situazione di morte.
Pensando a delle conversioni famose la nostra mente va a San Paolo, secondo la tradizione convertito sulla via di Damasco mentre era a cavallo. Piuttosto che all’Innominato dei Promessi Sposi, convertitosi dopo aver ascoltato le suppliche di Lucia ed aver passato una notte insonne.
Noi che già siamo cristiani non siamo chiamati a cambiare religione, ma possiamo comunque dirigere il nostro sguardo analizzando il nostro rapporto con il Signore e di conseguenza con il Prossimo, per trovare quella dimensione di fiducia e di consapevolezza nel saperci amati da Dio.
Tutti abbiamo bisogno di convertirci, chi resta com'è, non diventa persona adulta e matura, perché nessuno nasce compiuto. Per questo ogni uomo avverte l'urgenza di cambiare, soprattutto dopo che ha fatto l'esperienza dell'errore e del peccato. Per questo motivo la pratica del sacramento della penitenza/riconcilia-zione è un valido aiuto per aiutarci a sentirci perdonati e di conseguenza poter affrontare un nuovo percorso di vita.
Ci sono tre ambiti di conversione che richiedono specifici atteggiamenti:
Il primo ambito è quello relativo alla crescita quotidiana della persona. Solamente chi accoglie ogni giorno gli stimoli di rinnovamento che gli vengono fatti è in grado di vivere pienamente.
Il secondo ambito riguarda gli errori che si sono compiuti inconsapevolmente e che esigono aggiustamenti e modifiche. Quando avvertiamo l'errore fatto è necessario ricuperare il tempo trascurato, offrire il dono trattenuto, ravvivare i rapporti isteriliti. Questo cambiamento richiede il superamento delle abitudini, il rinnegamento dei principi che abbiamo seguito sbagliando. È una conversione più lenta della precedente ma più profonda.
Il terzo ambito, infine, è quello del peccato. È la conversione più difficile perché esige il cambiamento della volontà.
È frequente incontrare persone che avvertono ed esprimono il desiderio di conversione. Più difficile è che sappiano perseverare nel cammino intrapreso soprattutto dopo che il male compiuto per lungo tempo ha deformato le abitudini, isterilito i desideri, fiaccato la volontà.
La verifica della conversione sta nella gioia profonda che suscita.
I processi di conversione permettono il recupero del tempo perduto, dei doni disprezzati e del carico di felicità che essi portavano.
Per questo la gioia con cui la conversione inonda lo spirito dell'uomo è molto maggiore di quella che le illusioni del male avevano fatto intravvedere.
La grazia di Dio ci dice che tutti noi siamo chiamati a riconoscere il grande amore ricevuto e che ogni giorno può essere utile per cambiare il nostro cuore a partire dalle piccole situazioni non solo a Pasqua.